Ultima grande banca del sud, addio !

 

di Michele Ladisa*

 

Fu ben studiata a tavolino l’ultima rapina a mano armata della banda del Giglio Magico di renziana memoria. Veramente un bel colpo che ha visto comprimari i manutengoli al servizio dello stato italiano, faccendieri senza scrupoli, politici traditori del sud, mezzecalzette e sprovveduti.

Quel  Decreto Legge  nr 3 2015 imposto da Renzi per la trasformazione delle Banche Popolari in spa ha svolto ormai  e con successo tutte le fasi per la sua attuazione.

La Banca Popolare di Bari, ultima grande Banca del sud con una governance tutta di casa nostra, che alla vigilia del famigerato D.L. rientrò prepotentemente fra le prime 10 Popolari italiane grazie ai propri capitali, sta per essere azzannata dalle fauci fameliche finanziarie tosco padane, d’europa o, perché no,  di Kim jong- un.

L’ultimo atto s’è compiuto, l’ultima difesa costituita da un ricorso per incostituzionalità,  è caduta con l’ultima raffica di mitra  della Corte Costituzionale. La Popolare di Bari diventerà una spa e perciò sarà di tutti fuorchè di Bari e dei meridionali.  Dopo la rapina a colpi di D.L. e di conversione in legge, si tratta ora solo di spartirsi il bottino.

Come non pensare al grande imbroglio del Banco di Napoli che tutto è oggi fuorchè di Napoli  e dei reietti meridionali ?  Tutt’ora le insegne Banco di Napoli campeggiano fraudolentemente sugli accessi delle Agenzie facendo intendere di trovarsi in una banca del sud  quando invece i nostri capitali con le nostre anime appartengono al gruppo Banca Intesa-San Paolo di Torino.

Momenti diversi, strategie diverse ma medesima storia e uguali destini.

Il Risorgimento in tutte le sue fasi depredatorie  delle nostre risorse continua incessante sotto gli occhi della gente del sud  che appare, stucchevolmente,  sempre più ipnotizzata d’inconcepibile amor d’italica patria, come una vittima innamorata del suo aguzzino in una struggente sindrome di stoccolma .

Terre ai contadini ! promise Don Peppino Garibardo e si pappò con Baffone Emanuele II tutto il sud e le sue ricchezze.

Salviamo  dalla carneficina i napolitani ! pensò il giuda Liborio Romano che la carneficina non evitò ma consegnò tutte le chiavi del paradiso alla società delle malazioni bancarottiere Cavour  & soci.

Viva, viva l’italia bella, unica e unita, sorse il grido perpetuo che tutt’ora stordisce i malcapitati meridionali.

E’ tutto in quel “viva l’italia”  che si gioca la (di)partita del sud come dimostra ampiamente l’alienazione dell’ultima grande banca dei meridionali. Con la scusa di una molto ipotetica italica “grandeur”  si devono modernizzare gli istituti di credito, rendendoli più competitivi e coi bilanci solari. Questa l’affascinante mossa alla Ninì Tirabusciò e cioè una bella spa ove certamente con pochi soldi a scapito dei nostri risparmiatori e quindi dei nostri capitali, i vampiri della finanza lobbistica nazionale (del nord) e internazionale si avventeranno per succhiar sangue fresco e vivo.

E non manca chi, da queste parti, proprio come Don Liborio, in questo malefico disegno porgono il collo volentieri ai Dracula  se è vero com’è vero che proprio le alte sfere della Banca barese hanno comunicato che la trasformazione in spa “consente di programmare con serenità e consapevolezza il futuro percorso di allineamento, prodromico al perseguimento degli obiettivi di ulteriore crescita e rafforzamento a sostegno dei territori in cui la banca è storicamente presente”.

Rafforzamento a sostegno del territorio, dicono. Niente di più falso. La Popolare di Bari sarà un’altra cosa, come dimostrato inequivocabilmente dall’esperienza del banco di Napoli e di innumerevoli altre banche che non appartengono più al nostro territorio ma che sono solo incettatori delle nostre risorse da destinare allo sviluppo del nord e di altre aree europee sottosviluppate.

Piangeranno gli azionisti della BPB ? Vorremmo che ciò non avvenisse mai ma una grossa scorta di lenzuola per raccogliere un oceano di lacrime ci appare una cosa saggia se proprio altro non si vorrà fare, se non imbrattar carte per inutili ricorsi e per risultare, come sempre, un popolo di piagnoni.

 

*segretario generale Movimento Duosiciliano

 

pubblicato sul Roma del 29 marzo 2018

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