IL PANETTONE ? SI, MA SOLO CON PRODOTTI MERIDIONALI

L’iniziativa di un’azienda napoletana ha sollevato polemiche sui social, ma è solo autodifesa. 

Il CompraSud è la scelta di acquistare prodotti con stabilimento e sede legale al sud, aspetto quest’ultimo importante poiché, a causa del famigerato federalismo fiscale, acquistare al sud prodotti con sede legale al nord significa regalare oltre il 50% dell’IVA alla padania, ma da un punto di vista ideale si tratta banalmente di legittima difesa.

Per comprenderlo meglio prendiamo spunto da un episodio di poche settimane,  quando alcuni social hanno pubblicato la notizia di una piccola cioccolateria in provincia di Napoli che, per la produzione di panettoni, avrebbe comprato solo prodotti di aziende meridionali: ne sono conseguite accuse di campanilismo e razzismo al contrario da parte di chi non ha capito le ragioni di tale gesto.

Uno scambio commerciale tra territori diversi è equo se alla pari, mentre al sud viene imposta la commercializzazione di una valanga di prodotti del nord, oltre il 90% degli acquisti, travalicando i limiti del ridicolo quanto ci ritroviamo tra gli scaffali il limoncello della costiera mediterranea prodotto a Bergamo: per la cronaca, la nostra terra non è mai stata così commercialmente “cosmopolita” come quando non era Italia. Tornando al presente, invece,  le ragioni di tale invasione si comprendono quando si legge che secondo Bankitalia  il 96% delle aziende settentrionali non è in grado di fare a meno del Mezzogiorno come mercato di sbocco delle proprie merci.

Per tornare alla cioccolateria napoletana, fatto sta che se anche tutti i piccoli esercenti meridionali ne replicassero la scelta, sarebbe comunque poca cosa rispetto alla valanga di prodotti del nord imposta dalla GDO, padana anch’essa. 
Ed è cosa ancor minore se considerate che per tutti i servizi essenziali, come luce, gas, assicurazioni, treni e banche non c’è scelta: non c’è nulla con sede più a sud di Roma. A questo aggiungete leggi come il federalismo fiscale ed energetico, che “strutturalmente” inviano al nord risorse del Sud, mentre per gli investimenti ordinari è sufficiente un’occhiata al governo Renzi, la cui regola è tutto al nord e niente al sud. Un esempio su tutti, i fondi per le ferrovie: 60 milioni al Sud (1,2%) e  4.799 al Nord ( 98,8%). In questo contesto la decisione dei titolari della cioccolateria napoletana, fatta perché consapevoli del trattamento riservato al Sud, è una scelta di pura sopravvivenza e di ribellione ad un sistema coloniale infame.

Lorenzo Piccolo per il quotidiano Roma, rubrica Meridionalista. 

Verso Sud