Strategie  per il futuro

Il sotto sviluppo meridionale

L’esame della struttura economica del nostro paese evidenzia che il meridione costituisce un’altra Italia, molto diversa da quella maggiore e dominante; non solo, ma anche colonizzata e oppressa da quella. Sono diversi i livelli dei redditi, la struttura della popolazione attiva, il carattere dell’agricoltura, il grado di sviluppo del settore industriale e il modello di sviluppo per il futuro.

Tradimenti storici

La classe politica, che il meridione, ha finora espresso è stata complice della colonizzazione della nostra terra. Per cecità politica, per ingenuità, per ingordigia, per sete di potere, per ladrocinio sistematico, i nostri rappresentanti istituzionali hanno venduto noi e il loro popolo, agli interessi dei potentati economici delle aree egemoni. I cosiddetti interventi a favore del mezzogiorno sono stati soltanto delle occasioni per finanziare l’industria padana e procurare voti ai nostri politici.

Il primo passo

E’ necessario smettere le sterili dispute sulle “ideologie”: da sempre le classi egemoni hanno cercato di dividere il popolo per meglio controllarlo. Il loro principale strumento è far credere alle persone che i loro fratelli sono nemici solo perché hanno le bandiere di un altro colore. Insorgenza Civile dice basta a queste farisaiche distinzioni: Insorgenza Civile non è né a destra né a sinistra né al centro, Insorgenza Civile è un movimento identitario di liberazione nazionale.

Il nostro popolo

E’ soprattutto la struttura sociale, la quale discende da una differente articolazione dei rapporti di produzione: il popolo meridionale presenta tutte le caratteristiche tipiche delle aree colonizzate. L’esistenza di una piccola e media borghesia impiegatizia e professionistica di tipo “continentale” non è sufficiente a mascherare lo sfacelo sociale.

La nuova idea

Insorgenza Civile nasce dalla nostra determinazione a cambiare questo stato di cose. Vogliamo ottenere una diversa nazione, con reale parità di diritti tra i cittadini del nord e quelli del sud e fra tutte le regioni d’Europa. Vogliamo che il meridione smetta di essere una riserva di emigranti che consente di tenere bassi i salari. Siamo decisi a trasformare il meridione, da area di vendita delle merci prodotte al nord, ad area di produzione, nel rispetto dell’ambiente e delle realtà sociali e culturali della nostra terra.

Da dove cominciare

La rinascita del meridione consiste prima di tutto nella creazione di una solida ed autonoma classe dirigente meridionale e in contemporanea di una economia “nostra”, non chiusa al commercio estero, ma integrata alle nostre esigenze: l’assistenzialismo, il clientelismo, il servilismo… e tanti altri “ismi” hanno ficcato noi meridionali, rendendoci una “popolazione” di coloni. Nel lavoro produttivo, nella creazione di industrie ed attività commerciali dispiegheremo le ali della nostra immensa creatività e obbligheremo lo stato all’intervento diretto sulle infrastrutture.

L’orgolio di essere del sud

La consapevolezza di essere il popolo del sud

Diciamo BASTA al pietismo, alla lamentosità, al qualunquismo degli spettacoli che rappresentano sempre e soltanto degradazione e miseria, senza proporre alcuna via di cambiamento e di riscatto: non siamo pulcinella, non siamo la Piovra. Noi siamo IL POPOLO DEL SUD, gente orgogliosa e fiera, che saprà riscattarsi da secoli di colonizzazione.

La verità dei vincitori

Il messaggio “meridionale = schifezza” ritorna continuamente nei discorsi della gente, nei giornali, nelle televisioni, e perfino nei libri di storia che i nostri figli studiano a scuola. Alla fine anche noi ci abbiamo creduto, siamo arrivati a perdere la consapevolezza di chi siamo e da dove veniamo. Ci stanno convincendo che se siamo divenuti quel che siamo è colpa nostra. NON E’ VERO!

Dimostrare l'orgolio di essere meridionali

Ciascuno di noi ha il dovere di dimostrare pubblicamente in ogni occasione l’orgoglio di essere meridionale: scegliendo i prodotti della propria terra, rifiutando ogni forma di colonizzazione culturale, controbbattento ogni forma di pregiudizio antimeridionalista, sostenendo le iniziative politiche e culturali di Insorgenza Civile.

Le banche e lo sviluppo del Sud

Sai quanto paghi d'interesse ?

Noi cittadini meridionali paghiamo tassi di interesse sui prestiti bancari molto più alti di quelli praticati al nord. Inoltre ci vengono pagati interessi attivi più bassi. La differenza dei tassi tra nord e sud del paese è uno delle cause dell’arretratezza delle nostre regioni.

Il drenaggio di capitali dal sud verso il nord

Oltre a fregarci come clienti, le banche aumentano la disoccupazione ed il sottosviluppo del meridione. Infatti i soldi che noi depositiamo vengono per la maggior parte investiti al nord, sostenendo l’industria in aree gia forti, a scapito di quelle della nostra terra. Al sud le banche investono denaro in base ad un solo criterio: chi li chiede deve possedere proprietà immobiliari per un valore che arriva dieci volte la somma richiesta.

NO alla colonizzazione bancaria

La quasi totalità delle banche meridionali è ormai stata assorbita dai grandi gruppi del nord. Questa colonizzazione contribuisce a portare i risparmi dei meridionali là dove sono sempre finiti: nelle tasche degli imprenditori del nord. Lo stesso Banco di Napoli, per secoli baluardo dell’economia meridionale, e stato distrutto da una classe politica scellerata.

Investire in idee

Con simili criteri strozzano l’iniziata ed il dinamismo degli imprenditori, costringendoli ad immobilizzare risorse in inutili immobili, ed impediscono di fatto la nascita di nuove imprese. Insorgenza Civile intende mettersi al fianco dell’imprenditoria giovanile, dinamica, capace di creare occupazione: le banche devono finanziare le idee, la professionalità, l’impegno, la creatività e la laboriosità dei giovani meridionali.

Combattere la criminalià organizzata

Che cosa è la Camorra ?

La camorra in Campania, la mafia in Sicilia, la ‘ndrangheta in Calabria ed altre organizzazioni criminali hanno origini antichissime: all’inizio erano delle semplici bande di malfattori, dedite all’estorsione, alla rapina, ai traffici illeciti. In quell’epoca sarebbe bastata la polizia per tenere sotto controllo Questi criminali. Sono divenute un vero problema sociale quando sono riuscite ad allearsi con lo Stato.

Quali sono le fonti di reddito della criminalità?

Nel tempo, la criminalità organizzata ha diversificato le sue fonti di reddito, che oggi sono principalmente:

·        Estorsioni, racket

·        Appalti pubblici

·        Droga

Il tutto si traduce nell’accumulo di enormi capitali illeciti, che vengono immessi nel mondo economico impedendo lo sviluppo delle imprese sane ed oneste.


Come affrontare la criminalità

I politici non hanno mai voluto combattere veramente contro la criminalità. In realtà, sconfiggerla è possibile: Disarticolando il contrabbando delle sigarette a Napoli lo stato ha dimostrato che quando vuole è più forte della criminalità, allo stesso tempo ha dimostrato che non intervenendo sulla malavita organizzata e sua complice e convivente. Cambiare Classe politica, modello di sviluppo e controllo dei capitali è l’unica strada per combattere la malavita.

Quando è nata

L’alleanza tra stato e criminalità organizzata è nata durante l’invasione del sud. I cosiddetti “mille” vennero in realtà aiutati da 15.000 “picciotti” mafiosi. Garibaldi “liberò” Napoli con l’aiuto della camorra, e nomino ministro degli interni e prefetti di polizia noti camorristi. In seguito l’alleanza si è consolidata, con un continuo scambio di servizi tra la criminalità ed i politici.

E' una guerra del meridione contro l'oppressione

La criminalità organizzata è per tutti i meridionali la principale emergenza, da combattere subito, con tutti i mezzi, perché impedisce la nascita di una vera economia di produzione:

·        Imponendo tangenti alle aziende

·        Facendo eleggere politici corrotti

·        Monopolizzando gli appalti pubblici

·        Immettendo sul mercato capitali illeciti

La criminalità organizzata è dunque vero braccio armato della colonizzazione che da 145 anni ci opprime.

Modifica del sistema bancario per individuare gli arricchimenti illeciti (ed anche le evasioni fiscali)

Confiscare i patrimoni della criminalità

Carcere duro e certezza della pena per i condannati

Isolamento internazionale dei paesi produttori

Bloccare gli ipermercati

Che cosa sono esattamente gli ipermercati ?

Gli ipermercati sono strutture di vendita con superficie maggiore di 2000m quadri e con almeno 15000 articoli diversi… un ipermercato medio fattura 100 miliardi all’anno. Un ipermercato occupa circa 200 persone.Lo stesso fatturato può essere coperto da 200 negozi normali, nei quali troverebbero posto almeno 400 persone.

Gli ipermercati sono più economici ?

Assolutamente no !!!

Gli ipermercati attirano la clientela con alcuni prodotti (non a caso chiamati “specchietti”) venduti a prezzo bassissimo, inferiore a quello di mercato. Ma è un trucco. Una volta entrato, ben difficilmente un consumatore riuscirà a comprare solo quelli: la subdola arte dei persuasori occulti lo indurrà a comprare una valanga di cose inutili e costose. Anche se era entrato solo per comprare una scatola di piselli, all’uscita avrà il carrello pieno.


A che cosa rinunci ...

Di fatto gli ipermercati provocano la desertificazione delle città e la distruzione non solo della piccola imprenditoria, ma anche del tessuto sociale e culturale del sud. Gli ipermercati impediscono infatti quella socializzazione che avviene nei piccoli negozi a conduzione familiare, impedendo quella rete di conoscenze che tanto migliora la qualità della vita.

Perchè l'ipermercato crea disoccupazione ?

Inoltre, tutti questi negozi avrebbero bisogno di autotrasportatori, elettricisti, falegnami: darebbero lavoro nell’indotto ad altre 200 persone. Perciò ogni ipermercato comporta la perdita secca di 400 posti di lavoro. Inoltre l’ipermercato si rifornisce di merci prodotte in aziende multinazionali: perciò provocala crisi delle nostre aziende, causando disoccupazione anche nel settore della produzione.

I nostri soldi vanno al nord e all'estero

Negli ipermercati ci sono soltanto merci prodotte da industrie dimensioni: sono tutte aziende estere o del nord. Fare la spesa negli ipermercati significa perciò indebolire ulteriormente l’economia della nostra terra, a vantaggio di quella di zone gi ricche.le catene della mega-distribuzione stanno riducendo al fallimento le nostre aziende. E gia successo ad esempio, con i pastifici: nel 1980 c’erano 18 aziende campane. Oggi ne sono rimaste solo due… e stanno per chiudere.

La comodità della spesa settimanale

La vita frenetica a cui la società capitalistica ci obbliga ci costringe anche a fare la spessa in un solo giorno, e possibilmente nello stesso posto: di qui il successo degli ipermercati. Ma non sono indispensabili: e possibile creare centri commerciali in cui tanti piccoli esercenti siano ubicati in uno stesso stabile, conservando però quella autonomia ed indipendenza che salvaguardia la libera concorrenza e lo sviluppo del Meridione.

Compra prodotti del sud

NO alla colonizzazione culturale

Cerchiamo di scimmiottare i nostri padroni, di parlare come loro, di comprare le cose che comprano loro. Perciò la musica “okay” è americana, il formaggio di Reggio Emilia, il vino piemontese.. “i meridionali sono incapaci”, e le cose prodotte al sud sono di qualità scadente, e non hanno la “griffe”… MA NON E VERO! SONO QUESTE LE MENZOGNE CHE CI FANNO SCHIAVI!!!


E' una prova d'orgoglio

Perciò tutti noi meridionali dobbiamo imparare a preferire i prodotti della nostra terra: è in gioco la nostra dignità e la nostra stessa identità sociale. Per secoli hanno cercato di convincerci a mangiare bresaola e hot dog: sono dannosi alla salute e alla nostra cultura. Meglio pasta e pomodoro, mozzarella e verdura: oltre tutto, abbassano il colesterolo. Le scarpe fatte a Grumo Nevano, i maglioni di Catanzaro, le arance di Sicilia, i mobili di Bari sono i migliori del mondo e sono nostri. Sono figli della nostra cultura e della nostra tradizione.

Il marchio COMPRA SUD

La quasi totalità dei prodotti in vendita negli ipermercati proviene dal nord o dall’estero. I nostri produttori sono costretti ad una distribuzione solo locale, non potendo competere con le mega-aziende del nord. Questo rende indispensabile l’unione dei nostri prodotti in strutture consortili,per renderli più competitivi nello scontro commerciale in atto. Perciò noi di Insorgenza Civile proponiamo che tutte le merci prodotte nel sud siano rese immediatamente riconoscibili attraverso un unico marchio di qualità.

Sud bello! Sud è buono! Sud è Salute!

La nostra terra è antichissima. Il marmo dei templi e delle città dei nostri padri brillava al sole del mediterraneo quando a nord dell’Arno c’era solo un mare di fango. Millenni di storia hanno raffinato una civiltà che si esprime creativamente in mille forme: dall’arte, alla cultura, alla vita sociale. Perfino il nostro modo di mangiare è infinitamente più salubre dei nostri conquistatori.

…ed anche un incentivo.

Comprare prodotti del sud significa rilanciare la produttività delle nostre aziende, creare occupazione nella nostra terra, stimolare il commercio. Consentire alle nostre aziende di migliorare ulteriormente la qualità dei prodotti, di aumentare la varietà. Oggi dipendiamo dal nord per moltissime merci d’uso comune: nella nostra terra non esistono fabbriche di dentifricio, di buste per lettera lampadine etc. comprare prodotti del Sud significa anche stimolare la nascita delle aziende di cui necessitiamo.

Noi meridionali abbiamo il dovere di sostenere l’economia della nostra terra preferendo i prodotti del Sud.

Ogni Euro speso in prodotti del Sud aumenta le possibilità di occupazione per i nostri figli nella NOSTRA TERRA.

Le zone franche

Storie di ordinaria corruzzione

I finanziamenti pubblici sono tra i principali responsabili del sottosviluppo del sud.

Infatti, che fine hanno fatto tutti i soldi spesi al meridione? La risposta è sotto gli occhi di tutti noi. I nostri soldi sono serviti a tre cose:

1.      ad arricchire gli imprenditori del nord, che venivano ad impiantare capannoni vuoti per poi arraffare i finanziamenti e scappare.

2.      A pagare le tangenti ai politici che noi abbiamo eletto, consentendo loro di comprare voti con vane promesse elettorali.

3.      A bloccare lo sviluppo di una imprenditoria sana, onesta, laboriosa che non poteva reggere la conoscenza di imprese malavitose “drogate” dal flusso continuo di denaro pubblico.


Cosa sono le zone franche ?

Le Zone frnche sono delle aree geografiche in cui le merci sono importate, lavorate e riesportate in regime di esenzione fiscale. In queste aree, inoltre, le procedure amministrative e burocratiche necessarie per impiantare e gestire le attività produttive sono particolarmente semplificate. Nelle Zone Franche saranno ammesse quelle attività produttive che rispettino le vocazioni ambientali, economiche, storiche e culturali di quel particolare sito.

Incentivare le imprese realmente attive

Le imprese meridionali da incentivare sono quelle che creano lavoro e ricchezza: non vogliamo che i nostri soldi siano distribuiti agli “amici degli amici” .

Vogliamo premiare la produttività, la capacità di creare lavoro, la capacita di saper utilizzare al meglio le risorse della nostra terra.

Il modo migliore per incentivare questo tipo di imprenditoria è creare 80 “Zone Franche” nei punti nevralgici del territorio meridionale.


Quali vantaggi per le imprese delle zone franche ?

·        Esenzione dall’IRPEF, IRPEG, ILOR reinpiegati in zona;

·        Esenzione dall’ IVA sugli impianti, attrezzature e macchinari;

·        Esenzione dai costi e dagli oneri di urbanizzazione;

·        Esenzione dai dazi doganali;

·        Semplificazione del regime amministrativo.


La nascita della ricchezza

La nascita di imprese produttive innescherà una spirale positiva di miglioramento sociale ed economico. Infatti nelle aree limitrofe nasceranno altre industrie, necessarie al funzionamento delle Zone Franche. La maggiore occupazione garantirà una maggiore possibilità di spesa da parte dei cittadini, con conseguente incremento del commercio, del edilizia, dell’artigianato. Si potrebbe delegare la giurisdizione delle aree direttamente all’europa.

Riscatto economico ma non solo …

Un paese sottosviluppato

25% di disoccupazione globale, 60% di disoccupazione giovanile, assenza di servizi e di infrastrutture, redito pro-capite più basso d’Italia, città agli ultimi posti nelle classifica della vivibilità e della qualità della vita. Questa è l’attuale immagine del Sud, un paese sottosviluppato, che marcia a velocità diversa dal resto d’Italia.

Una monocultura industriale

La classe politica, in cambio di voti e di tangenti, ha favorito con gli appalti pubblici lo sviluppo selvaggio dell’edilizia, la cementificazione delle nostre coste, la crescita irrazionale delle nostre città. Ha impedito di fatto lo sviluppo di una economia sana e diversificata. La criminalità organizzata braccio armato della colonizzazione, ha assicurato il necessario controllo del territorio. Venuti meno gli appalti pubblici al sud, è crollata tutta la nostra economia.

Le iniziative che Insorgenza Civile ha in programma

Insorgenza Civile non è “il solito partito”. Insorgenza Civile lancia iniziative concrete, pratica, di cui tutti possono capire la reale utilità ed a cui tutti possono contribuire con il proprio pensiero.

Le prime proposte operative di Insorgenza Civile sono:

·   Riforma elettorale su primati territoriali con abolizione dei resti e degli scorpori

·        Creazione della Macroregione del sud come primo passo verso l’indipendenza

·        Istituzione dei referendum Propositivi

·        Investire al sud le tasse pagate nel sud

·        Razionalizzare il debito pubblico e determinarne i creditori

·        Creare “Zone Franche” al sud a giurisdizione Europea

·        Equilibrare gli interessi bancari tra nord e sud

·        Bloccare gli ipermercati e tendere ad una valorizzazione dei mercati locali

·        Reinvestire al sud i proventi del IVA per i prodotti venduti nella nostra terra

·        Creazione del mercato unito del mediterraneo

·        Dare sempre più potere reali agli enti locali

·        Abolizione delle regioni e creazione di arre territoriali omogenee e collaboranti

·        Valorizzazione del turismo soprattutto con creazioni statali di infrastrutture

·        Sistema dei consumi appropriato allo smaltimento dei rifiuti
·       Sistema di sviluppo centrato sulla salvaguardia del territorio, introduzione del codice penale per reati contro la natura

·       Rappresentanza del delegato all’ONU dell’ Europa Unita

·       Abolizione del debito dei paesi del 3° mondo

·       Agevolazioi fiscali per chi acquista casa vicino al luogo di lavoro

·      Fuoriuscita dell’Europa dalla Nato

·      Eliminare ogni forma di elargizione di soldi pubblici ai partiti

·      Forte ripresa delle grandi opere pubbliche in chiave ecologica

·      Creazione di piano doganale europeo a salvaguardia delle concquiste sociali realizzati dai lavoratori Europei

·      Realizzazione di nuove leggi sindacali atte a delimitare i campi d’azione dei sindacati ormai trasformati in vere lobby di potere.

·      Riforma della scuola con valorizzazione del merito ed introduzione della lingua napoletana

·      Sviluppo delle fonte energetiche alternative con particolare attenzione all’idrogeno e piano di sviluppo commisurato alle produzioni energetiche

·      Riforma del sistema erariale con fondamento locale e determinazione dei servizi statali

·      Creazione della scuola dei mestieri e dell’artigianato

·      Leva obbligatoria di due mesi con finalità sociali e di protezione dell’ambiente

·      Lotta alla burocrazia con lo sviluppo della tecnologia informatica

·      Sistema fiscale leggero sui reddito da lavoro e pesante sulle rendite da capitale

·      Sconfessione dei piani commerciali internazionali che sfavoriscono le economie locali a vantaggio delle multinazionali

Lo stato deve assumersi in prima persona la gestione dei settori di interesse pubblico primario ???????

·      Dipendenza della banca Europea dal potere politico europeo

Come tutti i programmi, esso e legato ai contesti sociali-storici e temporali in cui viene sviluppato è quindi non deve essere la camicia di forza del movimento ma un punto di partenza per ulteriori sviluppi fermo restanti le linee guide atemporali ed astorici del movimento che sono :

1) Primato della qualità della vita sul concetto materiale della quantità

2) Primato della politica sull’economia

3) Primato della natura sul progresso consumistico

4) Primato dell’unione politica europea in politica internazionale

Le radici del sottosviluppo

Il sottosviluppo del Sud è cominciato nel 1860, quando fummo invasi militarmente da uno stato straniero. Da allora e proseguita la colonizzazione economica e politica.

Uno sviluppo possibile

Insorgenza Civile intende sostenere la crescita di un economia sana e forte, legata alle peculiarità ed alle potenzialità del meridione. Insorgenza Civile si propone di fornire il necessario sostegno allo sviluppo di una economia legata ad una agricoltura specializzata, ad insediamenti industriali locali diversificati e ad alta tecnologia al patrimonio zootecnico meridionale, al turismo, ed all’ artigianato, nel rispetto dell’ambiente, della nostra storia e della nostra cultura.

Il mercato comune Mediterraneo

Quale Europa si sta costruendo ?

Il progetto e chiaro: da colonia Italiana, il Sud deve diventare una colonia tedesca. Il nord d’Italia costituirà la sponda italiana del Euro-Germania, ed il sud lo stato cuscinetto per evitare le invasione degli emigrati del terzo mondo. Noi meridionali diventeremo mano d’opera a basso costo per l’industria euro-Germanica, e andremo ad ingrossare le file di un esercito schierato sugli scogli, intento a sparare contro chi viene a disturbare il sonno del signor fiat e del signor MEDIASET . ma e questo che vogliamo? Quale affinità culturale, politica, storica, ci può essere tra noi ed i popoli del Olanda, della Germania o dei Paesi Nordici? O piuttosto abbiamo interessi comuni con gli altri Popoli mediterranei, anch’essi come noi sfruttati da secoli di colonialismo capitalistico?

Diverso Sud diversa Europa

Il ruolo assegnato ai meridionali nella Comunità europea è chiaro: saremo gli emigrati disposti a lavorare a basso prezzo nelle fabbriche dell’ Europa , e continueremo a comprare i prodotti di terre che non sono la nostra. Saremo i soliti terroni, buoni come carne da macello nella lotta contro i fratelli che vivono sull’altra sponda del nostro stesso mare, e che si trovano nella nostra stessa situazione di colonizzati. Tutto ciò per favorire le aree altamente industrializzati del Nord d’ Italia. Continua dunque l’ asservimento secolare della classe politica agli interessi delle aree egemoni: l’ invasione e la colonizzazione del Meridione, le 2 guerre mondiali, le guerre coloniali attuali, sono tutte espressioni della smania capitalistica di espansione, di conquista, di sfruttamento. Anche l’Unione Europea nasce con gli stessi intenti: favorire la produzionecapitalistica, lo sfruttamento delle popolazioni arretrate, l’ulteriore accumulo di profitti da parte dell’oligarchia finanziaria internazionale. Il tutto se non riusciamo a costruire movimenti etnici in tutta Europa capaci di rifondare l’Europa dei popoli e non delle banche.

L'unione del Mediterraneo come anello d'unione dell'Europa Unita

La nostra posizione geografica, le leggi dalla geopolitica, la nostra storia, la nostra cultura ci impongono riconoscere che il meridione d’ Italia è l’ anello di congiunzione tra tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo. I popoli del Medio oriente, dell’ Africa del nord, gli Spagnoli, i Greci: questi sono i nostri fratelli storici, questi sono a noi accomunati da secoli di sfruttamento coloniale. Insieme a loro potremo trovare il nostro riscatto, la strada di un diverso sviluppo. Gli interessi politici del meridione del mondo sono contrapposti a quelli dell’opulenta Europa del Nord, e l’unione europea aggraverà lo squilibrio già oggi esistente: i nostri fratelli del mediterraneo saranno sempre più poveri e più sfruttati, e inevitabilmente cadranno in braccio al fondamentalismo islamico. Noi italiani del sud finiremo con l’essere usati come gendarmi contro di loro, quando invece abbiamo gli stessi interessi. Perciò Insorgenza Civile propone la costituzione di una unione Mediterranea come fonte di conoscenza dell’area europea e mediterranee.