Per il meridionalismo che verrà scarichiamo le zavorre ideologiche

Sarà pur giunta l’ora di farla finita con lo sciocco condizionamento ideologico che non fa per nulla bene agli interessi del sud, anzi lo danneggia a tal punto che lo sotterra più di quanto già non lo sia.

Il neo inciucio Lega-M5S  ne dà ampia dimostrazione e boccia, senza possibilità di recupero, quanti avevano ricoperto di luminosità il cielo “giallo” pentastellato, e annebbiata, con buone ragioni,  la terra “verde-blu” leghista.

Partendo dall’ultimo momento elettorale sino all’iniziativa referendaria per la macroregione meridionale, una valanga di imbonimenti politici hanno alluvionato il credo di quanti si battono per questa plurimartoriata Terra delle Due Sicilie.  Si è fatto di tutto per sostenere il M5S giurando e spergiurando  sulla “purezza” della loro politica e sull’inclinazione di questi a favore delle aree del sud.

Si è detto che les enfantes prodiges de la politique italienne pour la liberté, l’egalité, e la fraternité”, in una sigla M5S, andavano sostenuti perché istitutori della Giornata della Memoria delle Vittime meridionali del Risorgimento, cosa, poi, concretamente irrealizzata, o per l’impegno a “far rispettare la clausola del 34% della spesa pubblica a Sud, come la stessa Unione Europea ha imposto all’Italia,”.

Preclusioni pregiudiziali, anzi occlusioni assolute di ogni conduttura (anche intestinale) nei confronti invece della “Lega razzista di prima il nord”.

Evviva, evviva ! I guru del meridionalismo avevano visto giusto e saranno serviti, sul piatto del “volemose bene, fratelli d’italia”, un bel governo ” legastellato”, con tutte le conseguenze che questo comporterà. A vantaggio di chi ? Dell’italia sicuramente.  Del sud?  Molti, molti dubbi mi assalgono..

Forse l’oracolo aveva addirittura previsto il pappa e ciccia in una stanza del Pirellone,  in quella Milano che non è certo la capitale del Sud e/o dei nostri interessi ma tutt’altro?

Così grazie ai continui e reiterati tentativi di fare sponda o di approdare nei più comodi lidi dei partiti nazionali (tra l’altro dicono che l’Italia così com’è non si tocca) si fa di tutto per ostacolare e impantanare ogni tentativo di mettere insieme una forza politica che nasca al sud, in grado di fare “la politica” per il sud,  prima che per l’Italia.

Non c’è che dire sul basso profilo storico intellettuale delle incursioni fatte contro ogni tentativo di avviare una stagione di proposte politiche serie mirate a programmare la rinascita e la ribalta del nostro territorio.

Non c’è null’altro da fare che bollare, senza mezzi termini, coloro che ritengono utile e necessario adoperarsi perché il referendum sulla macroregione, prim’ancora che possa avere successo, si possa effettivamente realizzare. Essi sono rei di imbrattarsi di leghismo solo perché fra i promotori del referendum ci sono due politici “macchiati” di centrodestra e perciò, si dice, di leghismo.

Affermano: Chi è sporco di Lega non è un interlocutore.

E’ tutto dire, nemmeno si ha la dignità di ammettere la propria incapacità, l’ignavia o addirittura la riluttanza a promuovere un’iniziativa di così ampia portata, significato e lungimiranza.

Da uomo libero e fuori da ogni condizionamento dichiaro con determinazione: io non ci sto.

Non ci sto e respingo a priori concetti pregiudiziali in chiave politica che si rivelano fallimentari ripetutamente.

Non ci sto e non accetto di relegare le nostre rivendicazioni nell’angolo esclusivamente storico culturale.

Non ci sto e non accetto i menestrelli che cantano a quattro venti le mortificazioni subite dal nostro grande Regno ritenendo questo sufficiente a risolvere le innumerevoli questioni meridionali;

Non ci sto e non accetto chi sbandiera i disagi e le ingiustizie attuali da noi subite restando poi inutilmente e comodamente sparapanzato;

Non ci sto e non accetto chi imbratta il meridionalismo di stupidi pregiudizi sistematicamente smentiti dai tempi e dai fatti quotidiani.

Il meridionalismo e/o il duosicilianismo devono darsi una mossa e faranno un passo decisivo e in avanti, solo se si scaricano  dei fardelli ideologici con convinzione.

 

Michele Ladisa * per il Roma del 24 maggio 2018

*segretario generale Movimento Duosiciliano

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