Per i vaccini non esiste la questione meridionale?

La sfida del senatore Pepe: “50mila euro a chi dimostrerà l’assenza di effetti collaterali”

Intervista a Raffaela Manna del Va.Li.Ca.

 

All’indomani del decreto che rende obbligatorie le vaccinazioni, il 23 maggio in provincia di Napoli è nato il comitato Va.Li.Ca. (Vaccini Liberi Campania). Composto di attivisti, studiosi e uomini delle istituzioni (tra i suoi membri c’è anche il senatore Bartolomeo Pepe) il comitato è presieduto da Raffaela Manna, che intervistiamo

Sig.ra Manna perché Va.Li.Ca.?

Va.Li.Ca. nasce a causa di una mia esperienza di vita (la sig.ra Manna ha una bambina di sette anni affetta da encefalopatia causata da vaccino– ndR), nasce per rivendicare per i genitori la libertà di scegliere se vaccinare o meno i figli. Sottolineo che noi non siamo contro i vaccini, bensì siamo per i vaccini sicuri.

Sospettate interessi dietro il decreto del governo?

Sì, ci sono interessi di diverse case farmaceutiche. Prima del decreto c’erano quattro vaccini obbligatori e otto facoltativi e già così c’erano molti bambini danneggiati, con casi di encefalopatia e autismo… Figuriamoci con dodici vaccini obbligatori! Perché l’Agenzia Italiana del Farmaco non informa correttamente i genitori sulle controindicazioni dei vaccini? Oggi i bambini nascono già immunodepressi a causa dello stress delle madri e dell’inquinamento ambientale, quindi prima di fare il vaccino ci vorrebbe un’anamnesi clinica dei bambini… Inoltre sarebbe meglio fare i vaccini dopo i tre anni quando il sistema immunitario dei bambini è già formato anche perché non ci sono gravi epidemie in corso… E bisognerebbe anche distanziare maggiormente i vaccini tra loro nel corso degli anni.

Ci sono immunologi o virologhi nel comitato?

Sì, ma non possiamo fare nomi perché c’è paura di ritorsioni. Alcuni medici, come Gava e Miedico, sono stati radiati dall’Ordine non perché fossero contro i vaccini ma solo perché hanno avanzato dubbi circa le modalità di somministrazione dei vaccini!

Spesso, soprattutto in ambito sanitario, ci sono disparità di trattamento tra Nord e Sud… Succederà anche in questo caso?

No, stavolta sarà un fatto su scala nazionale. Prima la legge permetteva ai comuni di scegliere se rendere o meno tutti i vaccini obbligatori. Ora con questo decreto non si può più scegliere.

Applicare questo decreto avrà dei costi… Si potevano spendere meglio questi soldi?

Certo, si potevano ritirare i vaccini polivalenti e con metalli pesanti e poi fare vaccini monovalenti, senza metalli… Così ci sarebbe stato un vaccino solo per ogni malattia e i soldi si sarebbero distribuiti su più brevetti di diverse case farmaceutiche… Invece coi vaccini tri- ed esavalenti, si hanno vaccinazioni più pesanti e soldi che vanno a poche case farmaceutiche…

Quali saranno le prossime iniziative del Va.Li.Ca.?

A breve ci sarà un incontro a Casoria per costituire le cellule territoriali che avranno il compito di informare la gente. Il 3 giugno ci sarà la manifestazione nazionale con nostri gruppi che manifesteranno in varie città d’Italia…. A metà giugno ci sarà una manifestazione a Roma, l’8 luglio saremo a Pesaro.

A fine intervista arriva il senatore Pepe che mi racconta di due scienziati, Stefano Montanari e Antonietta Gatti, che hanno analizzato 44 campioni di 30 vaccini per bambini, trovando in tutti tracce di vari tipi di metalli e leghe. Poi, il senatore lancia una sfida: «Offro 50 mila euro a chi dimostrerà che NON ci sono effetti collaterali nocivi per i trenta vaccini analizzati dalla Gatti e Montanari…Lo scriva sul giornale!!» «Senatore, fa sul serio?» «Certamente! Ma nessuno ci riuscirà, questi soldi sono al sicuro!»

 

Riccardo Bruno

 

Verso Sud