Nessuna rivoluzione culturale, solo la solita retorica giacobina.

LETTERA DI UN GIOVANE AL SINDACO DE MAGISTRIS

Caro De Magistris,

sono un giovane neoborbonico che ha preso coscienza di ciò che istituzioni e organi di informazione non dicono da 156 anni sulla vera storia del mio popolo e quindi, sulla nostra vera identità così come migliaia di Napoletani. Mi permetta di segnalarLe qualche “piccola” delusione nei Suoi confronti.

Ha modificato la toponomastica, togliendo i nomi di chi volle leggi razziali, ho ascoltato una sua intervista del 26.01.2018 sul canale Yt del Comune di Napoli in cui ha affermato: “E’ importante non solo ricordare i crimini, i disastri dei campi di sterminio, le deportazioni di

persone considerate ‘diverse’, ma bisogna approfondire, raccontare, perché ciò che è accaduto nel ‘900 non accada mai più..”. “Tutto a posto, tutto ok”, ma dov’è quella rivoluzione, soprattutto culturale, che tanto decantava durante la Sua campagna elettorale?

Da anni i Neoborbonici ed altri gruppi, oltre che mezza Napoli, le chiedono di ricordare i massacri compiuti da francesi e giacobini (oltre 8000 napoletani in 3 giorni e oltre 60.000 meridionali in 5 mesi) e Lei ha fatto finta di nulla, celebrando invece i colonizzatori. Da anni Le chiediamo di cancellare il nome degli assassini “eroi d’Italia” (di meridionali e Napoletani che Lei, in qualità di Sindaco, dovrebbe rappresentare) del periodo risorgimentale o di intitolare una strada ad un re Borbone (che in migliaia desiderano, secondo un sondaggio del Corriere del Mezzogiorno) e Lei fa finta di nulla. Sicuro di essere il sindaco di tutti i Napoletani, anche di coloro che per rabbia e orgoglio ormai fischiano l’inno e che magari non amano più la storia del risorgimento? O conferma ciò che disse durante un’intervista in cui ammirava l’inno d’italia diventato da poco “ufficiale”? Da quasi un anno, Le hanno chiesto di celebrare un giorno della memoria per le vittime meridionali della finta unificazione italiana e ma lei, niente, (anzi: i suoi consulenti dissero che non c’era nessuna vittima da celebrare e che i “briganti” erano solo dei criminali!), ma in campagna elettorale, conoscendo bene il pensiero di migliaia di “futuri voti” Napoletani, ha parlato di rivoluzione culturale, anche per quanto riguarda il risorgimento, se non erro proprio ad un evento con Pino Aprile. E’ vero, ha dedicato una piazzetta agli operai di Pietrarsa ed ha fatto votare la rimozione del busto di Cialdini e Cavour dalla Camera di Commercio (i busti sono ancora là!, però, dopo un anno e mezzo), ma il dubbio inizia a diventare certezza: non è che le Sue dichiarazioni da “brigante” durante la campagna elettorale erano solo… campagna elettorale? Non è che il sindaco “meridionalista” è solo un’invenzione e a Lei non interessa per niente il Sud, tanto da pensare già a Roma (come ha affermato qualche giorno fa)? Se neanche per il nome di una strada o per una celebrazione “dice qualcosa da meridionalista” e fa finta di niente, caro Sindaco, mi sa che in tanti dovremo e dovranno cambiare idea su di Lei.

La saluto, sperando in una Sua risposta, ma soprattutto in una Sua smentita (con fatti e non con altri slogan). Un giovane di 23 anni che rischia di emigrare come 20 milioni di meridionali, per colpa di finti politici meridionalisti esattamente come succede da 156 anni!

Emilio Caserta, Coordinatore giovanile Movimento Neoborbonico, per il Roma del 01 febbraio 2018

 

Verso Sud