“Macroregione? Si, ma non credo ai progetti dei partiti nazionali!”

Parla Massimo Mastruzzo portavoce di Unione Mediterranea.

Il Senatore Quagliariello insieme a movimenti meridionalisti vuole consultare la popolazione del Sud con un referendum per istituire la macroregione. Interpelliamo su questo e altri argomenti Massimo Mastruzzo, portavoce nazionale di Unione Mediterranea.

In che consiste la vostra politica ‘meridionalista mediterranea’?

Il termine “Mediterranea” aggiunto a “Meridionalista” vuole espandere a tutti i paesi del Mediterraneo, a sud dell’Europa, il concetto base del meridionalismo politico: liberarsi dalla colonizzazione, dello Stato italiano per il meridione, dell’Europa per il Mediterraneo. Il meridionalismo dovrebbe essere la casa politica di ogni meridionale, ovunque si trovi. Io vivo a Brescia, per esempio.

Dema e il suo avvicinamento al PD…

Non conosco il progetto futuro di Dema, suppongo che il completo distacco politico dai partiti nazionali non possa, o non voglia, permetterselo, preferendo rimanere in una “terra di mezzo”. “Meridionalista” significa affrancarsi dai partiti nazionali, non farlo non significa non essere un buon politico nazionale, “semplicemente” non corrisponde alla definizione di meridionalista.

Che ne pensate del progetto di Quagliariello?

  Quagliariello sostiene che l’obiettivo della sua formazione parlamentare IDeA consiste in una collaborazione (assieme a Lega, Forza Italia ed altre forze di centro-destra) nell’opposizione a Gentiloni e nella composizione di una coalizione per le politiche del 2018. A parte il mio rifiuto per tutto ciò che implichi contatti con la Lega, il mio giudizio sui partiti nazionali non è chiusura irrazionale bensì la constatazione che la forbice economica nazionale non permette ad un partito nazionale di agire diversamente dal mantenere lo status quo, e questo prevarica le buone intenzioni di singoli individui presenti in ogni realtà politica nazionale. Noi meridionalisti notiamo l’ingiustizia nel mantenere questo status quo: per il “bene nazionale”, una autostrada al Nord risulta più vantaggiosa che sulla costa ionica calabrese.

Si spieghi….

Nel 2015 è stato inaugurato il nuovo canale di Suez, ampliato. Potenziando le infrastrutture del porto di Gioia Tauro, si potrebbero intercettare le rotte commerciali provenienti dal Medioriente e dall’Asia, con benefici enormi per il territorio… Ma Gentiloni è andato in Cina e ha consigliato agli investitori cinesi di approdare nei porti di Genova e Trieste…Per i figli spuri del Sud non è previsto alcun futuro dignitoso se a gestirlo saranno coloro che della Questione Meridionale ne sono stati la causa. Insomma, non credo ad un progetto di macroregione del sud a guida nazionale.

 

Pubblicato sul Roma del 7 dicembre 2017

mastruzzo

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