Le casse del Mezzogiorno non sono quelle “loro”

 

C’era una volta la Cassa del Mezzogiorno, quella di De Gasperi. Nasceva con l’obiettivo di colmare il divario in termini economici, sociali e infrastrutturali tra nord e sud d’Italia. L’iniezione continua di danaro fresco nell’economia meridionale, però, ebbe effetti deleteri e incontrollati. I fondi straordinari spesso non venivano affiancati a quelli ordinari come sarebbe dovuto avvenire, piuttosto diventavano sostitutivi. Col tempo la casmez divenne strumento utile esclusivamente alla politica per creare clientele erogando fondi a pioggia sul territorio meridionale. Infine, nell’ultimo decennio della sua vita, circa l’80% dei fondi finirono in mano a imprese del centronord snaturando di fatto le finalità per cui era nata.

Una tipica storia italiana.

Oggi però la Cassa del Mezzogiorno rinasce, ma in altra forma. Lo fa a Scampia, in seno alle attività svolte dall’Officina delle Culture dedicata a Gelsomina Verde e con il marchio della rete delle Resistenze Meridionali.
L’idea nasce sulla scorta del successo, anche in parte inaspettato, di un’iniziativa analoga condotta dalla stessa Officina delle Culture lo scorso anno: il pacco alla camorra.

In una terra affamata di riscatto e di rivalsa nei confronti di tutti quei sistemi che per anni l’hanno tenuta sotto scacco, l’idea di acquistare una cassa contenente eccellenze agro-alimentari prodotti esclusivamente in terreni confiscati alla camorra si è dimostrata idea vincente.

E allora perché non estendere l’iniziativa anche ad altre realtà produttive che portano avanti progetti di inserimento lavorativo e profitto sociale?

Nella cassa possiamo trovare l’olio d’oliva e i pomodori pugliesi prodotti dai ragazzi di “Funky Tomato”, che lavorano con i migranti rifiutando ogni logica di caporalato e sfruttamento, oppure la pasta prodotta dal pastificio “il Mulino” di Gragnano, realizzato da giovani imprenditori che non si sono lasciati bloccare dal rifiuto delle banche a finanziare il loro progetto e che hanno visto il pastificio nascere grazie ad un crowdfunding della comunità locale. È possibile acquistare il paté prodotto dai ragazzi affetti dalla sindrome di Down dell’associazione “Gli altri siamo noi” oppure la falanghina della Selva Lacandona prodotta dalla cooperativa sociale (R)esistenza in un terreno confiscato alla camorra, coltivato da ex-detenuti.

Ecco che viene ribaltato così il significato storico dell’ente assistenziale che per anni ha depredato i nostri territori: la Cassa del Mezzogiorno diventa contenitore di prodotti, eccellenze meridionali per i meridionali, che testimoniano come dal rifiuto di certe logiche possa nascere un nuovo tipo di economia.

di Pierluigi Peperoni

pierluigi peperoni

pierluigi peperoni

Verso Sud