La provocazione: E se Vigevano fosse stata in provincia di Napoli?

di Lorenzo Piccolo

Concorso in violenza sessuale, riduzione in schiavitù, pornografia minorile e violenza privata aggravata mediante lo stato di incapacità procurato alla vittima: sono le accuse per le quali sono stati arrestati 5 minori di età compresa tra i 15 e i 16 anni, e altri 5 sono stati denunciati, nell’ambito delle indagini sulla cosiddetta “baby gang delle stazioni ferroviarie”.

Ci si aspetterebbe pertanto che l’autoproclamatosi esperto di bande giovanili nonché autore del best seller “La paranza dei bambini” Roberto Saviano spendesse qualche parola sull’argomento: ma il fatto succede a Vigevano, provincia di Pavia, passano i giorni e sui social del vate non compare neanche il benché minimo accenno, come spesso accade per gli eventi  incresciosi che hanno come pecca il verificarsi appena più a nord della linea del Garigliano.

Eppure ben altro è il suo atteggiamento se vicende analoghe avvengono a Napoli o al Sud: ambientazioni cupe e senza speranza, omertà diffusa, colpe ataviche che i meridionali si portano dietro dalla notte dei tempi senza possibilità di riscatto. Di certo non ci si attendeva che descrivesse con gli stessi toni una cittadina del profondo nord, rischiando levate di scudi che metterebbero in forse la permanenza sotto i riflettori, ma perlomeno un accenno sarebbe stato lecito attenderlo. Sulla sua pagina invece scorrono post dedicati al rap italiano, scatti insieme a cantanti e ballerini, nonché un’indecifrabile foto accanto al ritratto di uno scimmione sotto la quale campeggia la scritta “attenti al gorilla”. A pensar male verrebbe da dire che in certi momenti non si sa cosa inventarsi per distrarre l’attenzione,  nell’attesa che il momento passi e che nessuno si accorga troppo del silenzio ogni volta che certi fatti succedono troppo a nord per poterne parlare.

Verso Sud