La Macroregione e il progetto di Alessandro Sansoni

Quagliariello e Caldoro aprono al mondo meridionalista

caldoro e quagliariellocaldoro e quagliariello

caldoro e quagliariello

Impresa ardua, ma risultato ottenuto ! Su iniziativa del giovane nuovo vice Presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Alessandro Sansoni, si è tenuto, sabato scorso, un convegno  a Napoli finalizzato a gettare le basi di una proposta di legge per la Macroregione. Nulla di nuovo si direbbe, in realtà no. E’ la prima volta che si parla di “macroregione meridionale” e, in modo originale, si confrontano  gli esponenti delle istituzioni sociali, produttive e territoriali e  due tipi di rappresentanze politiche: espressione diretta del Centro Destra come Quagliariello e Caldoro e alcune delle sigle più rappresentative del Meridionalismo Identitario- soprattutto Campano.
Le proposte sulla Macroregione appaiono, anche sotto la spinta dell’effetto domino catalano,  un argomento sempre più pressante, in qualsiasi schieramento politico, ma così come fu per il Risorgimento, l’Italia unita fatta non solo alle spalle ma a danno del Sud, le Macroregioni si ipotizzavano senza coinvolgimento delle nostre maestranze e rappresentanti.
Alessandro Sansoni rompe questo schema e va oltre: a parlare di Sud e della sua macroregione unitaria siano le categorie sociali, siano i produttori, siano quelli che danno ricchezza, quelli che la vogliono perché ci credono e quelli che la pretendono per non morire asfissiati da burocrazie e pastose cricche regionali. A chi chiederla? Anche in questo, Sansoni, perentoriamente chiarisce. “Partire da chi da sempre è promotrice culturale di queste tematiche, a chi per primo, come Presidente di Regione, l’ha proposta provocatoriamente e a chi ha la credibilità istituzionale di dare forza realizzatrice ad una proposta costituzionale fattibile ma che ha tanti nemici, ma soprattutto troppi “falsi amici.”
Detto, fatto. Seduti ad un tavolo, intervallandosi negli interventi, per una vera battaglia riformista: Movimenti Meridionalisti, l’ex presidente Stefano Caldoro, il senatore Quagliariello, esperti costituzionalisti come il Prof. Palma della prestigiosissima  Federico II e, a sorpresa, l’intervento del direttore del Mattino.

Il dibattito è aperto, il tessuto sociale risponde, la platea è numerosa e attenta, il dibattito vivace, forse fin troppo.
Agli interventi di necessità e volontà delle categorie sociali, risponde la fattibilità illustrata “a determinate condizione di credibilità politica” del prof. Palma; stonato l’intervento del direttore del Mattino, ampiamente contestato in sala; provocatorio ma chiarificatore dei giusti paletti identitari- prima che politici- gli interventi dei meridionalisti; risposta di apertura piena da parte di Stefano Caldoro; possibilista “per una partita da giocare in due tempi di cui il primo ci vede sicuramente pronti a discutere”, il senatore Quagliariello. Il primo passo è fatto, l’idea è lanciata, il secondo passo spetta ai Meridionalisti nella speranza di vederli finalmente uniti, ma distinti dai possibili alleati,  in una battaglia che potrà essere una delle poche che possono vincere se coesi.
di Patrizia Stabile

Verso Sud