L’ “american dream” nella questione meridionale.

Quella che segue potrebbe essere la trama di un romanzo poliziesco se la realtà non ne avesse anticipato i contenuti da noir , pregnanti di violenza e razzismo nell’America degli anni immediatamente precedenti all’arrivo del ‘900.

David Hennessey, il controverso  capo della polizia di New Orleans, venne assassinato  il 16 ottobre 1890 da una fazione avversa al clan mafioso da lui “protetto” , guerra scatenata per il controllo del porto.  Egli, prima di spirare riuscì a pronunciare  l’etnia dei suoi sicari: «Dagos did it», “sono stati i dagos”, i «latini», nel nomignolo che nello slang del Sud indicava  beffardamente i meridionali italiani  .  Il sindaco Shakespeare, che non aspettava altro, ordinò  alla polizia: “Arrestate ogni italiano che incontrate!” Fece addirittura un editto nel quale avrebbe considerato  responsabili dell’omicidio tutti i siciliani che non collaboravano con la polizia . Si arrivò al processo con provi debolissime e alla fine la giuria  assolse i 19 imputati. Il giudice però, non contento dell’esito, li costrinse, illegittimamente a tornare in carcere adducendo motivazioni pretestuose ,mentre  in realtà  diede, forse inconsapevolmente,  modo di organizzare una massa inferocita di persone capeggiata da notabili della città che con inaudita violenza spingeva per annullare una sentenza da loro giudicata scandalosa. Il giorno dopo, il 14 marzo 1891, migliaia di cittadini di New Orleans gridando “impicchiamo i dagos” assalirono la prigione dove gli italiani erano detenuti uccidendo (con armi da fuoco, tramite impiccagione o per mezzo di  bastonate ) 11 siciliani, rei soltanto di essere meridionali e vittime di  forti pregiudizi razziali , gli stessi che guidarono il Risorgimento: tali teorie nate, inizialmente,  per giustificare il colonialismo della “razza bianca” nei continenti extraeuropei, furono avallate “scientificamente” dalle “scienze” dell’epoca, ed infatti, il governo americano basava le sue persecuzioni su testi e dichiarazioni degli scienziati italiani come Alfredo Niceforo con “Le due Italie”; Cesare Lombroso con i suoi studi sulla presunta inferiorità dei meridionali in Calabria  con il suo saggio “L’Italia Barbara contemporanea” (1898); Giuseppe Sergi e il suo “Origine e diffusione della stirpe mediterranea “(1895).

A Ellis Island (New York) gli addetti all’ufficio immigrazione applicavano la selezione “naturale degli italiani” secondo i dettati della commissione Dillingham del 1911 che a questi studi si ispirava.

In questo modo il “destino” dei meridionali era “marchiato” e separato dagli altri italici. I settentrionali sbarcavano e venivano controllati nel settore dei bianchi e i meridionali nel settore “non-whites”. I siciliani addirittura venivano etichettati con lo pseudonimo di “white niggers” (negri color chiaro).

 

Ed oggi ,dopo 126 anni  è doveroso ricordare i morti di quell’assurdo linciaggio, identificati addirittura dopo due mesi ( il 4 maggio) dai tragici fatti per le condizioni dei cadaveri, vittime, oltre che del pregiudizio e del razzismo, anche di sordidi e loschi  interessi economici di un’America che mai avrebbe consentito alla “Little Palermo “ di dominare una  ricchezza che loro invece, normalmente,  scippano  con tanta facilità.

Antonio Vitale

Verso Sud