I “nomi antichi”

Interland che vai, nome che ti ritrovi. Napoli, provincia e tradizioni locali.

Quando Pino Daniele (Requie e pace all’anema soja) descrisse Napule come caratterizzata da mille culure, non si riferiva, è risaputo, soltanto alle molteplici sfumature cromatiche degli ambienti cittadini, quanto invece alle pluralità di culture, usanze e saperi che animano il territorio urbano e quelli limitrofi.

Queste infatti, nonostante la vicinanza di luoghi e contesti, possono rivelarsi assai diverse fra loro e da quelle con le quali i napoletani sono cresciuti e che spesso tendono a dare per scontate. Piacevoli scoperte possono essere rinvenute, ad esempio, durante conversazioni casuali riguardanti le tradizioni di Grumo Nevano, piccola ma antica cittadina di provincia, che ha dato i natali al drammaturgo latino Gneo Nevio ed a Domenico Cirillo, il medico della Rivoluzione Napoletana. Lì, ad esempio, i genitori del partner, da gnoro e gnora (signore e signora), come vengono chiamati a Napoli, si trasformano in suochere e sochera (suocero e suocera), da pronunciare suòkr e sòkr, secondo gli studi dei Neogrammatici che, intorno alla metà dell’ottocento, registrarono le diversità fonetiche che intercorrevano tra Frattamaggiore e Grumo Nevano. Inoltre, come spesso accade in tutta l’Italia Meridionale, capita che sia il loro nome di battesimo ad orientare la scelta di quello del primo figlio di una coppia. Ciononostante, può anche capitare, ad evidenziare ancora di più la radicata influenza delle tradizioni locali nelle scelte più personali, di ricorrere a nomi appartenenti alla cultura autoctona; questi non sono assolutamente, come si sarebbe portati a credere, Gennaro, Pasquale, Vincenzo o Ciro, tipici del capoluogo, piuttosto Tammaro, patrono della cittadina, o Sossio, patrono della vicina Frattamaggiore. Esattamente come Catello a Castellammare o Procolo a Pozzuoli, i nomi antichi possono rivelare l’appartenza di una persona alla propria terra d’origine, forse più del cognome e dell’inflessione dialettale.

di Francesca Dicè

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