“COMPRA SUD”, LA RIVOLTA SI FA AL SUPERMERCATO.

Il “compra prodotti del Sud Italia” è una delle battaglie identitarie più sentite dai meridionalisti. Partendo dallo studio dell’economista Paolo Savona, che analizzando come il popolo Napoletano spende  circa 72 miliardi di euro  annui in prodotti di consumo e di questi il 90% ,” ritorna ” al Nord, i meridionalisti denunciano che in termini di ricchezza prodotta la quasi totalità delle aziende fornitrici  di beni e servizi (le compagnie  assicurative, i fornitori di gas ed energia, l’editoria, i grandi marchi dell’alimentazione, finanche le sedi dei partiti politici ) hanno tutti sede legale, e quasi sempre  operativa, nel Centro-Nord.
Se a questa analisi drammatica per il Sud aggiungiamo strategie politiche ed imprenditoriali che lo hanno sempre penalizzato, completiamo il tutto con le componenti  denigranti che il Meridione subisce, quali  :
il terrore mediatico sulla Terra dei fuochi ( zona circoscritta, al solo, 3 % delle terre destinate all’agricoltura), l ‘embargo  verso la Russia che  ha paralizzato soprattutto parte dell’export meridionale, gli accordi commerciali capestro per l’agricoltura prettamente legata alla produzione degli agrumeti, in base ai quali si prediligono quelli  del Nord Africa. Il quadro è completo, ed il Compra Sud diviene una proposta politica fondata e quasi risolutiva

Se al Sud riuscissimo a prediligere quantomeno la spesa di beni verso aziende  meridionali, magari meno conosciute e non per questo meno controllate (alla luce degli ultimi scandali legati all’agroalimentare legati a truffe ed adulterazioni c’è da dire, anzi, che,sono le cosiddette Grandi Aziende a perdere la faccia), potremmo sicuramente affermare che il “compra Sud” fermerebbe l’emigrazione grazie alla creazione di nuovi posti di lavoro. Darebbe maggiori soldi al sociale, ai servizi, alle infrastrutture. Favorirebbe il consumo a Km Zero ed il tutto, con il risparmio cospicuo sulla spesa non soggetta a pesanti incrementi, per il costo della pubblicità, alimenterebbe la circolazione monetaria al Sud.

Come non ricordare quindi una frase di uno dei più grandi meridionalisti, Nicola Zitara “Giacchè viviamo in un mondo in cui la dominazione politica è incorporata nelle merci di massa, la nostra liberazione non comincerà con la freccia di un nostrano Guglielmo Tell che trafigge il tracotante nemico, ma con un camion di provolette Galbani precipitato nella scarpata dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria”.

di Patrizia Stabile per il quotidiano ROMA, rubrica Meridionalista

 

 

 

Verso Sud