Basta coi liberatori

“Voto Salvini perché non voglio emigranti a casa Mia…firmato Cosenza.”

Emblematico questo commento di un meridionale, in una di quelle discussioni social che in questi mesi vedono Salvini come nuovo liberatore del sud.

In pratica esistono meridionali convinti che con Salvini leader del centro destra unito, egli vada al potere e che dovendo fermare l’emigrazione, non decida di fermarla al sud?

Strano, pensate davvero che li terrà a Varese, a  Udine a Como?

Cioè che non trasformi il sud demograficamente al collasso con territori abbandonati a centro di accoglienza permanente dell’emigrazione, in cambio di affari per le aziende del nord?

E quando dico permanente, immagino le leggi della democratica e civile Australia in materia, dove lontano da occhi indiscreti, l’emigrato clandestino è praticamente fermo da  anni in campi di accoglienza permanenti che assomigliano sempre più a campi di detenzione.

Qualcuno dirà che oggi Salvini non è più la Lega di un tempo, oggi è “italiano”.

Peggio, perchè è proprio il comportamento di tutti i governi italiani a darmi l’esperienza storica necessaria  per affermare che in 150 anni e passa, ogni accordo che favorisce l’Italia intera a detta del governo di turno, è stato nella pratica sempre a danno del sud.

L’emigrazione è la febbre, la malattia vera si chiama globalizzazione, dire di essere a parole contro L’Euro non basta a garantire una visione chiara di cosa serve davvero per fermare quella che chiamano emigrazione, ma che ormai ha sempre più le connotazioni di una invasione.

Il riferimento ideologico poi nel caso specifico di Salvini è quanto mai complicato.

Salvini segretario del Partito Comunista Padano all’interno del Parlamento della Padania, non aveva mai nascosto in passato le sue simpatie “sinistre”, né è normale  supporre che “la sinistra” sia l’unica portatrice della cultura dell’accoglienza.

Se ricordiamo come “i comunisti italiani” accolsero gli esuli dalmati ed istriani, Salvini vi sembrerà un moderato.

Se a contrapporsi a Salvini, saranno le tesi ormai logore di una post-sinistra partorita idealmente da Soros negli anni ‘90, Salvini avrà vita facile, e sempre più il sud si abituerà ad attendere l’ennesimo liberatore straniero.

Ancora più assurdo illudersi che si possa fermare l’Invasione, senza fermare allo stesso tempo l’intera globalizzazione.

Può un centrodestra che includa Berlusconi accettare questa tesi?

Non può,  e su quali spalle cadrà il peso del loro accordo? Io non ho dubbi, sul Sud, l’unico che non ha e non avrà, una “propria” politica per difendersi.

Nando Dicè per il Roma

Verso Sud