ARTE ED IDENTITA’

Il riscatto del Sud passa anche per la diffusione della sua cultura.

 

La ETRA, galleria d’arte di Napoli, è dedicata alle sole artiste meridionali ed è gestita da Veronica Rastelli e Valeria Ferronetti (foto).

Perché tale scelta?

La nostra prima mostra fu di artisti napoletani, col titolo “Profeti in Patria”, per sottolineare la difficoltà di fare arte oggi. Tre anni fa abbiamo dato spazio agli artisti campani, affinché gli fosse riconosciuto il giusto valore in terra propria; oggi lo diamo al binomio Donna-Sud, ancora sottovalutato.

Fare arte al Sud…

Qui c’è un patrimonio culturale di grande tradizione e identità… I nostri problemi sono pesanti, ma gli eventi culturali muovono sempre migliaia di persone, c’è voglia di crescita culturale.

Invece, al Nord…

Il Nord ha più benessere, la gente è più aperta alla cultura. Al Sud invece si ritiene che per visitare una mostra ci voglia una particolare cultura per riconoscere il bello. Invece, entrare in una galleria, avvicinarsi alle opere, vivere le emozioni che un artista vuol trasmettere è l’esperienza più naturale e arricchente possibile.

La soluzione?

Oltre al sostegno delle istituzioni per chi diffonde arte e cultura, è necessario che gli “addetti ai lavori” condividano mete comuni, rispettando specifiche identità ed esperienze, per fare massa critica e ridare lustro al Sud e ai suoi artisti.

Diana Ronca (voce) e Claudio De Bartolomeis (chitarra), invece, sono un duo che gira l’Italia riproponendo un genere classico: la Posteggia (foto).

Perché la posteggia?

Facevamo pianobar, finché un cliente, una sera, ci chiese una canzone alla sua signora, al tavolo. Claudio imbracciò la chitarra, andammo lì e li accontentammo. Da allora, spinti dalla passione per il repertorio classico napoletano, ci dedichiamo alla Posteggia.

Dove siete più apprezzati?

Questo genere è amato da Sud a Nord, da giovani e non. All’estero, poi, c’è anche più attenzione e amore per questo repertorio.

Il Sud e le sue radici…

A volte, quando sono vicine, le cose belle si tende a considerarle scontate e a ignorarle. Vale anche per questo nostro repertorio, da riscoprire, ricco di cultura e potenzialmente veicolo di tradizioni.

Il futuro del Sud…

Il Sud ha potenzialità infinite, un patrimonio di tradizioni da preservare. Le persone di cultura, gli imprenditori e i lavoratori del Sud devono continuare ad operare affinché il nostro riscatto sia definitivo. Tutti dobbiamo portare in giro degnamente il nome delle nostre città e la bellezza delle nostre tradizioni.

di Riccardo Bruno per il Roma del 7 dicembre 2017

 

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