“Antidoping” e Sputtanapoli.

La pagliuzza napoletana e la trave italiana secondo la Rai

Cosa c’entra la gioia del primato in classifica con il rispolverare casi di intrecci ( mai verificati nel concreto e teorizzati solo con basse illazioni e congetture) di camorra, delinquenza e calcio Napoli ? Nulla, ma la mediocrità e la faziosità della stampa italiana è riuscita ancora una volta a stupirci: domenica 19 novembre in una trasmissione di approfondimento calcistico, su Rai 2, “Antidoping”, in occasione del primato in classifica del Napoli sono riusciti, per l’ennesima volta, a mettere in atto il redditizio “Sputtanapoli” riuscendo a tenere, per buona parte della trasmissione, l’attenzione desta del telespettatore sull’assoluta leggenda metropolitana che, enfatizzata e ridicolizzata dai mass media, vede buona parte dei giornalisti italiani concordi nell’affermare la veridicità dei fantomatici rapporti tra camorra e Napoli Calcio, cosicchè, costoro, preoccupati come diceva il buon San Luca, di vedere la pagliuzza napoletana non si preoccupano di vedere la trave nell’occhio delle società calcistiche del centro-nord.

Vogliamo ricordare il primo scandalo del calcio italiano, nel 1927, ad opera della corruzione di un dirigente torinese ad un giocatore della Juventus ? Oppure vogliamo disquisire amabilmente di quello del 1980, cosiddetto Totonero quando il Milan precipitò in serie B, per combine e scommesse illecite, e tutti i giocatori coinvolti ( nessuno del Napoli a quanto sembra) furono assolti non perché innocenti ma solo perché non contemplata  la scommessa illecita come reato?  Vogliamo scrivere dei passaporti falsi dei giocatori stranieri di Inter, Vicenza ed Udinese? Vabbè sono quisquilie, Voi direte, rispetto alla madre degli scandali calcistici: lo tsunami Moggiopoli, che vide per fortuna penalizzate la Juventus ( in serie B), la Lazio, la Fiorentina ed il Milan. E che dire poi quando erano tutti preoccupati di parlare di Genny la carogna mentre a Torino, in casa Juventus, si consumava un sodalizio di tutto rispetto tra la famiglia Agnelli ed un potente esponente di un clan ‘ndranghetistico ? Eh no, questi sono piccoli peccati veniali che, per la stampa italiana, non vale neanche la pena soffermarsi quando hai lo scoop invece del camorrista che tifa Napoli ?  E che dire dei furti subiti dai calciatori che “stranamente” vede quelli della Roma in pole position seguiti da quelli del Milan, mentre al terzo, saldamente ed ex equo, Inter e Juve? Il Napoli in questa classifica non compare però state pur certo che quando  giocano in altri club o vanno via e sono oggetto di rapine, sono sempre i soliti napoletani in trasferta. O no ? Non sarebbe meglio, allora, adottare e rendere legge un esperimento che si volle tentare negli anni addietro con la suddivisione della lega calcio in due tronconi per contrastare l’egemonia delle squadre del Nord ? L’esperimento fallì miseramente per l’ingerenza politica dei fascisti di allora.

Ma mamma Rai non si smentisce mai, lo Sputtanapoli resta l’unico sport nazionale.

Patrizia Stabile

Verso Sud