“A Caivano una prima vittoria per chi ha denunciato”

La commissione d’inchiesta è una vittoria dell’ex sindaco Simone Monopoli. La sua ricandidatura solo in caso di una “svolta identitaria che serva a rinnovare la classe dirigente comunale.

di Mario Abenante per il Roma del 18 gennaio 2018

CAIVANO, Continua il lavoro della Commissione d’Accesso, l’unico insospettabile resta l’ex sindaco Monopoli

La Commissione d’Accesso al Comune di Caivano si è insediata lo scorso 3 Gennaio e ha cominciato a raccogliere i primi faldoni utili alle indagini. Per primo sono stati chiesti, come prassi vuole, gli stati di famiglia dei 24 consiglieri e degli assessori della giunta Monopoli. Atto questo a fugare ogni dubbio su eventuali legami parentali con esponenti della criminalità organizzata.

La Commissione è formata da due viceprefetti – Anna De Luna e Sabrina D’Angeli – e da un segretario comunale Giuseppe Di Cicco, quest’ultimo si è occupato anche del recente scioglimento del Comune di Maddaloni. Di solito quando il terzetto è già ben definito come nel caso di Caivano, vuol dire che il Prefetto Carmela Pagano già ha le idee chiare sulla natura delle indagini e questo grazie anche al lavoro meticoloso svolto negli ultimi tre mesi dal Commissario Prefettizio Vincenzo De Vivo. Infatti da altri documenti richiesti come liste fornitori pare che la Commissione d’Accesso arrivata in quel di Via De Gasperi conduce delle indagini accurate per quanto riguarda la deframmentazione e l’affidamento degli appalti sotto la soglia dei 40 mila euro, ovvero tutti quegli appalti che non sono sottoposti all’obbligo di dotarsi di una stazione unica appaltante per l’affidamento. In poche parole quello che ha sempre determinato la vera emorragia di soldi pubblici nell’ente caivanese.

Un’indagine in questo senso fu effettuata, diversi mesi fa, anche dall’ANAC che al termine di essa redasse una relazione di 26 pagine dove si evincevano principalmente gravi illegittimità nelle procedure e nelle determinazioni emesse dai dirigenti dei settori comunali e nella maggior parte dei casi i settori comunali non furono in grado di fornire tutta la documentazione utile alle indagini.

Tutto l’iter investigativo che ha attirato anche l’attenzione della Prefettura è partito sicuramente dalle denunce fatte dalla segretaria comunale Raffaella Di Maio e dall’ex sindaco Simone Monopoli che ha visto i suoi indirizzi del tutto inosservati nei principali settori comunali. Infatti ciò che denunciavano la segretaria e l’ex sindaco erano proprio le irregolarità, ormai diventate di routine, che alcuni dirigenti comunali perpetravano con una certa continuità. Per non parlare di tutto l’ostruzionismo che l’ex sindaco è stato costretto a subire anche per colpa di alcuni consiglieri comunali che condividevano i metodi adottati dagli stessi dirigenti.

Chi pensa che Simone Monopoli possa essere associato alla parola camorra, o non conosce come stanno le cose al Comune di Caivano o è in mala fede. Infatti è impensabile che un addetto ai lavori serio possa pensare, anche in maniera strumentale, che una Commissione d’Accesso venga ad indagare in un Comune e alla fine scopre che il colpevole sia proprio colui che tanto auspicava il suo arrivo. In genere queste cose accadono nei film, ma se accadesse nel comune a nord di Napoli, assisteremo a qualcosa di veramente unico più che storico.

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