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Multinazionali del farmaco, quali alternative. Confronto promosso da Insorgenza Civile |
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Sabato 13 febbraio 2010 ore 17 nella sede centrale di Insorgenza Civile, in VIA S.ANNA DEI LOMBARDI 40, Napoli, convegno su MEDICINA E SANITÀ A MISURA D’UOMO: Un’alternativa alle multinazionali del farmaco”. Intervengono: MICHELE IANNELLI, Insorgenza civile, medico specialista in psicologia clinica, psicoterapeuta e omeopata; FERNANDO LUISI, Coordinamento Gente del Sud Triveneto, medico, specialista in medicina del lavoro. Introduce: NANDO DICE’, presidente di Insorgenza Civile. |
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Rassegna stampa tangenziale per Manifestazione di Insorgenza Civile prevista per il 15 gennaio 2010 |
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La Repubblica 08/01/2010 ed. Napoli p. 6 Via alla class action per gli aumenti Tangenziale UNA class action contro gli aumenti del pedaggio per la tangenziale di Napoli: è l'iniziativa del commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e del presidente del movimento Insorgenza Civile Nando Dicè. «Abbiamo avviato la class action con gli avvocati Amedeo Pisanti e Pietro Marzano incentrata sugli ultimi due aumenti avvenuti a maggio 2009 e gennaio 2010 per un totale di 0.10 centesimi. Solo negli ultimi 3 anni la stessa tangenziale ha aumentato il pedaggio del 23 per cento, l'aumento stradale più alto d'Italia». Manifestazione al centro direzionale venerdì 15. Il Sole 24 Ore 08/01/2010 p. 18 Catricalà «avvisa» i petrolieri sui prezzi Antitrust. «Distorsioni nell'andamento» LA PREOCCUPAZIONE Il presidente dell'Authority chiede un utilizzo corretto della class action: evitare di abusarne per non rendere residuale lo strumento Marika Gervasio MILANO Il prezzo del carburante torna a crescere con la benzina che vola sopra quota 1,35 euro al litro e il gasolio a 1,199. Un'impennata - dovuta come sempre al rincaro del petrolio che all'inizio del nuovo anno è arrivato a 80 dollari - che insospettisce il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, secondo cui «i prezzi scendono con la velocità di una piuma e salgono con quella del razzo. C'è qualcosa di distorto anche se, dal punto di vista tecnico, giuridico ed economico non ho la prova che questo sia un illecito». A non convincere l'Authority sono anche i rincari dei pedaggi autostradali agganciati all'inflazione e non all'efficienza. «Se gli aumenti superassero l'inflazione sarebbe gravissimo» osserva Catricalà che commenta anche i ritardi dei treni ad alta velocità, ricordando che «per la maggior parte dei casi c'è il diritto al rimborso, ma non sempre le aziende trattano questo argomento con generosità». In questo, prosegue, «la class action può avere una sua funzione, se non altro di deterrenza». Ma proprio su questo nuovo strumento - un'iniziativa contro gli aumenti del pedaggio per la tangenziale di Napoli è appena stata annunciata dal commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il presidente del movimento Insorgenza civile Nando Dicè |
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L'8 maggio a Torino manifestazione di Insorgenza contro il Museo di Lombroso |
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E’ stato riaperto il Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso” di Torino. Insorgenza civile, l'8 maggio 2010, ha promosso una manifestazione di protesta a Torino.
Cesare Lombroso, con studi utilizzati dagli stessi nazisti e ormai smentiti nettamente dalla scienza ufficiale, teorizzò l’inferiorità della “razza meridionale” che sarebbe stata geneticamente portata alla delinquenza, sulla base di misurazioni di centinaia di resti e di crani prelevati al seguito delle truppe piemontesi che invasero il Regno delle Due Sicilie e massacrarono migliaia di meridionali che si erano ribellati a quell’invasione cancellandoli dalla storia come “briganti”. Da “Riapre il “museo degli orrori” di Lombroso: i neoborbonici chiedono al Ministro Alfano la restituzione dei resti dei “briganti” meridionali”.
FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE A TORINO !!!
Organizziamoci per una manifestazione da tenere a Torino presso il Museo sito in Via Pietro Giuria 15 l'8 maggio 2010. Sarà una buona occasione anche per ricordare (nella città sede di Casa Savoia) la colonizzazione subita dal Meridione ad opera di “ITALIAUNITA S.P.A”. succursale Sabauda della Massoneria e del Grande Capitale. Del gruppo su Facebook che promuove l'iniziativa, ideata da Michele Iannelli, si è parlato oggi anche al tg5 e sulla Stampa. |
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Un drappo nero per il sud ad ogni finestra, contro i festeggiamenti per i 150 anni dall'Unità d'Italia |
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Il Movimento di Insorgenza Civile chiama a raccolta tutti gli uomini e le donne del Sud, tutte le persone che vogliono combattere per il riscatto del Mezzogiorno, lanciando l’iniziativa “un drappo nero per il Sud”. Per opporsi ai grandi festeggiamenti che si stanno organizzando per i 150 anni dell’unità d’Italia si invita ogni meridionale ad esibire un drappo nero alla finestra in segno di lutto e di non partecipazione all’evento storico che ha messo in ginocchio il Sud, rendendolo una colonia del Nord.
“Festeggiare l'inizio della fine del Sud? No grazie. – spiega il presidente di Insorgenza Civile Nando Dicè - L'unità d'Italia è avvenuta sul nostro sangue, sulle macerie dei bombardamenti e dei massacri piemontesi, sulla rapine della nostra economia, sull'umiliazione che il nostro popolo subisce da allora, da chi chiamandoci fratelli, ci tratta da "terroni". Invitiamo, dunque, i meridionali di tutta Italia ad esporre un drappo nero alla propria finestra. Un drappo nero come il lutto per la morte della nostra sovranità, nero come la rabbia che ci brucia il cuore, nero come la tristezza di 150 anni di emigrazione. Un drappo nero ai nostri balconi, per far vedere al mondo intero, che il sud non festeggerà i suoi massacratori e non chiamerà "eroi", i suoi invasori. Noi siamo il sud che non si è arreso! E questo simbolico gesto, d’ora in poi, sarà il nostro modo di insorgere contro chi vuole raccontare un’altra storia e un’altra verità ai danni del nostro territorio e della nostra identità”.
Il nostro obiettivo è ricordare a tutta Italia che noi meridionali siamo ovunque e che siamo contro un festeggiamento che appare l'ennesima presa in giro per il Sud, sfruttato e oppresso da 150 anni di dominio.
Fotografate, dunque, i drappi neri appesi alle vostre finestre e inviateci una foto a
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